LA LIBERTÀ (non è star sopra un albero) – UN OMAGGIO AL SIGNOR G

16Ott2022
Ora: 17.00
Luogo: TEATRO SAN GIOVANNI EVANGELISTA, Contrada San Giovanni, 12, 25122 Brescia BS
autumn leaves 22 | eventi 2022
Gaber

Con e a cura di: Sergio Mascherpa

Attore professionista dal 1991, lavora con importanti registi e attori del panorama teatrale italiano. È direttore artistico, attore e regista dell’Ass. Cult. Teatro Laboratorio di Brescia. Direttore artistico Teatro Le Muse di Flero (BS) Direttore artistico ImpronteTeatrali/Pressione Bassa Centro Teatrale Bresciano

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Non si è mai abbastanza coraggiosi
da essere vigliacchi definitivamente.
G. Gaber

Una voce scomoda, contro tutto e tutti. Un interprete, un autore teatrale fuori dal coro, acuto e attento, abilissimo nel dipingere e ironizzare sui comportamenti umani di una certa Italia conformista e rampante.

Con il suo lavoro Giorgio Gaber ha tratteggiato al meglio la fase storica del boom economico che traghettava il nostro paese dalla cultura contadina al benessere diffuso, con le nevrosi e i malori della nuova classe medio/piccolo borghese e le sue inevitabili contraddizioni.

Con acuta sensibilità ha indagato gli ambiti e le sfumature più nascoste e recondite dell’animo umano; ascoltandolo, difficile non sentirsi coinvolti, non sentirsi rappresentati in un tratto caratteriale o da un sentimento che abilmente descrive.

Ecco allora i temi di cui ci racconta: la famiglia, l’amore, l’ideale di un possibile cambiamento e di contro l’amarezza della staticità della società, i tradimenti, le contrapposizioni generazionali, la felicità improvvisa per un’inaspettata sensazione di benessere… Osservando con ironia la propria vita, ha parlato delle nostre vite e delle nostre storie.

Giorgio Gaber faceva parte di una razza in via di estinzione, quella di coloro che pensano con la propria testa. Insieme a Sandro Luporini, suo fedele collaboratore per tutta la vita, ha scritto canzoni e monologhi che costituiscono un materiale prezioso per capire l’evoluzione della società italiana. In scena Sergio Mascherpa rende un omaggio alle parole di un grande artista, all’intima voce di un uomo allenato a guardarsi nel “di dentro” e restituire al “di fuori” senza tanti peli sulla lingua.